domenica 26 luglio 2015

RECENSIONE: L'amante dell'imperatore
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Titolo: L'amante dell'imperatore
Autore: Arrigo Petacco
Editore: Mondadori
Pagine: 256
Formato: Ebook
 
 
TRAMA:
 
 Quale fu il ruolo dell'amante dell'imperatore nella storia dell'Unità d'Italia? Perché Camillo Benso conte di Cavour, ministro sabaudo e artefice dei disegni di unità della Penisola, o, almeno inizialmente dei progetti di espansione del regno di Sardegna, inviò Virginia Oldoini, contessa di Castiglione nel 1856 a Parigi presso Napoleone III? E fino a che punto il potere di seduzione della bellissima contessa influì sui destini dell'Italia? In questo libro Arrigo Petacco ricostruisce l'affascinante figura di questa nobildonna italiana, dalla gioventù fiorentina fino all'amore per il Bonaparte e al ruolo cruciale giocato nel convincere l'imperatore francese ad appoggiare le mire espansionistiche piemontesi. 
 
RECENSIONE:
 
Conoscevo solo superficialmente la storia di Virginia Oldoini, meglio nota come la contessa di Castiglione. Sono rimasta molto colpita da questa figura di donna, così forte e nel contempo fragile e piena di paure.
Virginia ha avuto una vita ricca e piena di avvenimenti importanti, è riuscita grazie al suo fascino e al carattere intraprendente a cambiare le sorti dell'Italia, o almeno così mi piace credere.
Ebbe tanti amanti ma non amò nessuno, forse neanche il suo unico figlio. Dilapidò il patrimonio del marito in vestiti e gioielli, si dice che non indossasse mai lo stesso abito due volte. Fu al centro di chiacchiere e scandali, ma quasi nessuno seppe mai della sua attività di spia. Collaborò con Cavour affinchè l'imperatore francese sposasse la causa italiana. Solo recentemente si è venuto a conoscenza del ruolo di Virginia, peccato che quasi tutte le lettere politiche furono bruciate dopo la sua morte. I libri di storia non ne parlano, ma forse fu proprio grazie alla sua sensualità e alla sua audacia se Napoleone III si convinse a scendere in campo al fianco dell'Italia.
Morì da sola, lei che aveva ammaliato centinaia di uomini e fatto ingelosire migliaia di dame; lei che veniva definita la donna più bella d'Italia, morì in un piccolo appartamento sopra un ristorante, col medico come unica compagnia. Convinta, negli ultimi anni di essere diventata povera e brutta, aveva in realtà ancora diverse proprietà e gioielli che verranno in seguito vendute dagli eredi. Mi fa tristezza pensare che una donna così invidiata e chiacchierata si sia poi ridotta a vivere in povertà, vittima di mille complotti immaginari e dimenticata da tutti.